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I PARTECIPANTI

Scout Mission è si ispirato al mondo scout, ma coinvolge ragazze e ragazzi non scout, tra i 12 e i 14 anni. I partecipanti provengono da diverse regioni d'Italia, così come da contesti familiari e socioculturali differenti, ognuno con il proprio vissuto e le proprie specificità. C’è chi ha una certa familiarità con la natura e chi, invece, ha paura del buio o degli insetti. C’è chi è già indipendente e chi, invece, è particolarmente legato alla famiglia e alle proprie abitudini. È in questa varietà che Scout Mission trova la sua forza narrativa, raccontando un percorso di trasformazione fatto di sfide quotidiane, piccoli traguardi e conquiste personali. Un cammino in cui ogni ragazzo, lavorando sulle proprie qualità e incertezze, scopre qualcosa in più su sé stesso, sugli altri e sul significato di far parte di un gruppo. Questa evoluzione genera coinvolgimento, costruisce tensione emotiva e tiene alta l’aspettativa puntata dopo puntata. Chi guarda può riconoscersi nei protagonisti, perché non serve essere esperti, né sapere già cosa fare: basta voler mettersi in gioco.

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le motivazioni

Perché un ragazzo o una ragazza preadolescenti vorrebbero partecipare a Scout Mission?

Il campo è il luogo ideale dove conoscere nuovi amici e stringere legami veri, costruiti giorno dopo giorno, dove mettersi alla prova e dimostrare a sé stessi, ancor prima che agli altri, di essere in grado di affrontare qualsiasi sfida. Scout Mission è anche un’occasione unica per vivere un’avventura immersiva nella natura, lontano dal rumore della città, dagli schermi e dalla routine. È una rottura dalla monotonia, dalla noia della vita scolastica o domestica, per vivere qualcosa di memorabile, qualcosa che segni davvero un’estate diversa da tutte le altre. Per alcuni potrebbe essere un’opportunità per far emergere le proprie qualità, i propri talenti, la propria unicità e per compiere un primo passo verso l’autonomia, sperimentando spazi di libertà dalla protezione, spesso eccessiva, degli adulti.

le squadriglie

Durante il campo, i venti partecipanti, dieci ragazze e dieci ragazzi, vengono divisi in quattro squadriglie monogenere. Ogni squadriglia nomina al suo interno un rappresentante, il capo squadriglia, che ha il compito di coordinare il gruppo e guidarlo durante le attività. Tutti i partecipanti indossano una divisa ispirata a quella tradizionale AGESCI, richiamandone lo spirito. Ogni squadriglia è identificata da un guidone e da un fazzolettone colorati, simboli di identità e appartenenza. Seguendo la tradizione scout, ogni membro della squadriglia assume un incarico, un ruolo pratico e simbolico, per un periodo limitato, affinché ciascuno possa sperimentare diverse responsabilità e crescere nelle proprie competenze.

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How it works

I CAPI SCOUT

Ogni squadriglia ha al suo fianco un vero capo scout, una figura guida, presente ma mai invadente. È un adulto di riferimento che ascolta, incoraggia e condivide l’esperienza con i ragazzi, senza imporsi. Tutti assieme, i quattro capi gestiscono il campo, organizzano le attività e arbitrano i giochi, sempre con il giusto equilibrio tra imparzialità e coinvolgimento emotivo, ma lasciando trasparire quel pizzico di tifo in più per i propri ragazzi. Talvolta possono anche prendere parte alle sfide in prima persona, supportando la propria squadriglia.

I capi rappresentano un modello generazionale nuovo, diverso da quello familiare o scolastico: più vicino, orizzontale, ma comunque autorevole. I capi offrono un riferimento adulto che agisce per accompagnamento, non per controllo, contribuendo a rendere l’esperienza educativa autentica, in linea con i valori del metodo scout. Oltre al loro ruolo sul campo, partecipano anche alla creazione di bumpers e contenuti transmediali a carattere informativo e divulgativo, pensati per trasmettere in modo accessibile e coinvolgente tecniche, pratiche e valori dello scoutismo.

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LE SQUADRIGLIE E/G

Un ulteriore modello relazionale orizzontale, centrale nell’esperienza di Scout Mission, è rappresentato dalle squadriglie scout AGESCI della branca E/G (Esploratori e Guide) caratterizzate dalle tipiche uniformi azzurre. Non sono semplici aiutanti, ma parte integrante del format, in quanto la loro presenza è ricorrente e significativa, sia a livello educativo che narrativo. In determinati momenti, ogni squadriglia E/G ne affianca una dei ragazzi partecipanti, in un rapporto uno a uno. Il loro ruolo ricorda quello di un fratello o di una sorella maggiore: ragazzi poco più grandi, cresciuti con il metodo scout, che offrono un affiancamento credibile, spontaneo, basato sull’esempio e sulla condivisione.

Gli scout E/G sono una risorsa attiva sul campo: mettono a disposizione le proprie competenze tecniche che i partecipanti, in quanto novizi, non padroneggiano ancora, come la costruzione delle strutture di pionieristica più complesse. Ma il coinvolgimento delle squadriglie E/G comincia ancora prima dell’inizio di Scout Mission: sono loro a immaginare e allestire il campo, costruendo gli spazi comuni e, soprattutto, le tende dei partecipanti. Ogni squadriglia E/G realizza una tenda diversa, secondo il proprio stile, le proprie capacità e il proprio spirito. Ogni tenda ha caratteristiche uniche, che influenzeranno concretamente l’esperienza di chi la abiterà: una è sopraelevata mentre un’altra ha un perimetro recintato e un refettorio coperto.

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How it works

I MAESTRI DI SPECIALITÀ

Scout Mission vede la partecipazione di alcune delle personalità più amate del mondo della cultura e dello spettacolo. Attori, chef, designer, performer e creator, che oggi parlano a milioni di persone, da ragazzi hanno imparato proprio nello scoutismo quelle abilità che hanno contribuito a renderli ciò che sono. I testimonial rispolverano la camicia scout per condividere con i ragazzi il valore profondo della fiducia in sé stessi e negli altri, attraverso laboratori pratici, sfide di gruppo e missioni speciali che uniscono la creatività e la curiosità alla concretezza e al saper fare.

All’interno del format, ogni testimonial assume il ruolo di maestro di specialità e assegna alla squadriglia vincitrice della propria prova la specialità corrispondente: un riconoscimento simbolico, ispirato alle specialità scout. Con la loro presenza, Scout Mission allarga il proprio orizzonte e unisce generazioni diverse attorno a un’avventura condivisa, dimostrando come l’esperienza formativa scout possa lasciare tracce profonde nei gesti, nelle scelte e nello stare al mondo. Abbiamo immaginato il coinvolgimento di alcune personalità illustri che, per coerenza, visione e sensibilità, possano trasmettere ai ragazzi quello stesso spirito che li ha guidati fin da giovani.

Elio e il camouflage

Mimetizzandosi tra alberi e foglie, ha scoperto che travestirsi non è per lui solo un gioco, ma un modo per raccontarsi.

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I ragazzi affrontano una sfida decisiva: diventare invisibili nella natura. A guidarli è Elio, ospite fuori dagli schemi, che compare mimetizzato da albero parlante tra stupore e risate. Elio svela ai ragazzi i segreti del camouflage – visivo, sonoro e olfattivo. Ogni squadriglia, poi, dovrà mimetizzarsi usando solo elementi naturali e integrare nel travestimento: un oggetto vistoso (come una parrucca o un naso da clown), ingombrante (tipo un manichino da primo soccorso), una traccia rumorosa (una maracas appesa alla cintura o una scarpa che suona a ogni passo). Nascondersi nel bosco non è mai stato così difficile… e così divertente. In palio, l’ambita specialità di Maestro di Camouflage, consegnato direttamente da Elio.

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Fiorello e lo stand-up da bivacco

Animando il fuoco di bivacco con storie e risate, ha capito che far ridere gli altri poteva diventare la sua missione.

È sera e i ragazzi si avviano ad accendere insieme il fuoco di bivacco come da tradizione, ma le fiamme sono già alte. Chi lo ha acceso? Nel bagliore appare Fiorello che spiega come ridere non è solo divertente: è un modo per affrontare le difficoltà, creare legami, scoprire chi sei davvero. Per una sera, il bivacco diventa un palco, e i ragazzi comici in erba. Fiorello tiene una breve masterclass sulle basi della stand-up comedy e poi lancia ai ragazzi una sfida d’improvvisazione con dei malus da sorteggiare: inserire una parola a sorpresa, evitare un termine vietato o aggiungere un gesto e un suono obbligatorio. Ma Fiorello è molto più di un giudice: può intervenire, suggerire, persino salire in scena. Ma il suo aiuto va conquistato! Come? Strappandogli una risata ovviamente. Chi farà ridere tutto il bivacco, conquistando la specialità di Maestro della comicità?

Renzo Piano e l'alzabandiera

Montando la sua prima tenda, ha cominciato a immaginare spazi e strutture divenuti famosi in tutto il mondo.

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I ragazzi ricevono una misteriosa planimetria del campo e in corrispondenza della X rossa trovano ad attenderli Renzo Piano. L’architetto racconta come lo scoutismo gli abbia insegnato che costruire non significa solo creare qualcosa di utile o bello, ma lasciare un segno duraturo e condiviso. I ragazzi sono chiamati a realizzare un alzabandiera, simbolo dell’identità collettiva del campo. Con la guida di Piano, ogni squadriglia lavora a una proposta progettuale, ma solo una conquisterà la specialità di Maestro della costruzione. Il progetto selezionato da Piano, sarà poi realizzato da tutte le squadriglie, come segno concreto di collaborazione e memoria.

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Ylenia Scapin e la lotta per l'equilibrio

Correndo nei boschi, ha imparato a conoscere i propri limiti, portando sul tatami il rispetto per il proprio corpo e per quello degli altri.

Un gong squarcia il silenzio del campo, catturando l'attenzione dei ragazzi. Sulla pedana al centro del prato, Ylenia Scapin si allena mentre spiega che l’equilibrio non è solo una questione di forza. Ylenia invita quindi i ragazzi a salire sul tatami, dove mostra le tecniche base di judo e lancia la sfida: un duello fisico e simbolico in cui due partecipanti alla volta si affrontano con l’obiettivo di far perdere l’equilibrio al proprio avversario, usando unicamente le braccia, senza perdere il controllo. Ma la piattaforma oscilla e cambia inclinazione e il campo si riempie di ostacoli naturali da evitare. La squadriglia con il maggior numero di incontri vinti ottiene la specialità di Maestro dell'equilibrio. Chi saprà restare in piedi, nel corpo e nella mente?

TommyCassi e l'arte del ritrovarsi

Custodendo i suoi pensieri nel diario di bordo, ha scoperto che gli piaceva condividere le proprie emozioni anche con gli altri.

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Una cassa misteriosa viene trovata in mezzo al campo. I ragazzi si avvicinano incuriositi quando all’improvviso, dal suo interno proviene una suoneria. Dalle loro spalle giunge TommyCassi, in tenuta da scout, che apre la cassa e consegna ai partecipanti lo Scoutphone, uno strumento creato appositamente per il campo. Tommy racconta come l’essere scout ti aiuta a vivere la tecnologia con più consapevolezza. Così lancia una sfida: ogni membro della squadriglia viene bendato e lasciato in un punto diverso del bosco e deve ricongiungersi con i suoi compagni utilizzando lo Scoutphone che rileva in tempo reale la prossimità al membro della propria squadriglia più vicino e invia vibrazioni con intensità e frequenza variabili in base alla distanza, come nel gioco Acqua, fuoco, fuocherello. I ragazzi resteranno fermi ad aspettare o si lanceranno alla ricerca dei compagni? E chi si muove, seguirà una rotta ragionata o solo l’istinto? Tommy commenta tutto questo dalla cabina di regia. Quale squadriglia otterrà l'ambita specialità di Maestro della tecnologia?

IL PROGETTO

Scout Mission è un progetto realizzato nell'ambito del laboratorio "Show for Kids & Teen" 2024/2025 presso Manifatture Digitali Prato, grazie al sostegno del programma Regionale Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027 (Regione Toscana).

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